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MILANO

PSICOMOTRICITA'

LABORATORIO DI PSICOMOTRICITA’ PER BAMBINI DAI 3 AI 6 ANNI

“La psicomotricità è un invito a comprendere ciò che il bambino esprime del suo mondo interiore attraverso il moviemento. È un invito a cogliere il senso dei suoi comportamenti”

B. Aucouturier

La Psicomotricità propone un’educazione globale del bambino e privilegia il gioco e la relazione corporea; educa quindi, attraverso il movimento.

In particolare l’oggetto del lavoro psicomotorio è l’azione spontanea del bambino, la sua espressività corporea, quel repertorio di movimenti, espressioni, azioni, emozioni e relazioni che si manifestano nel GIOCO spontaneo che avviene in uno SPAZIO e in un TEMPO definiti e con del materiale specifico: cuscini, materassi, blocchi di gommapiuma, teli, corde, palloni. Attraverso la psicomotricità il bambino potrà esprimersi liberamente, sperimentare nuovi giochi, stimolare la fantasia e la voglia di creare in compagnia di altri coetanei, in uno spazio accogliente creato per lui.

La pratica psicomotoria Educativa e Preventiva è una pratica che accompagna le attività ludiche del bambino. È concepita come un percorso di maturazione che favorisce il passaggio dal “piacere di agire al piacere di pensare” e rassicura il bambino nei confronti delle sue angoscie.

Un punto di riferimento importante è il concetto di fantasma d’azione generato dalle esperienze corporee condivise tra madre e bambino. I fantasmi d’azione animano tuttte le attività e i giochi del bambino, facilitandogli l’accesso ad un senso di continuità del piacere di essere se stesso ma aperto agli altri.

Gli obiettivi della psicomotriità sono:

-          Favorire lo sviluppo della funzione simbolica;

-          Favorire il piacere senso – motorio nello spazio e con gli oggetti;

-          Favorie tutte le esperienze corporee del bambino;

-          Favorire lo sviluppo dei processi di rassicurazione;

-          Favorire lo sviluppo dei processi di decentrazione;

-          Promuovere relazioni positive con i coetanei e con l’adulto;

-          Sviluppo della creatività;

-          Rispetto delle regole.

 

PSICOMOTRICITA’ D’AIUTO

L’espressività motoria è l mezzo che possiede il bambino per esprimere il piacere di essere se stesso e per esprimere il suo dispiacere, la sua sofferenza psichica e il suo malessere.

I sintomi e disturbi dell’espressività motoria come l’ipermotricità, l’impulsività motoria, la passività motoria, la fissità ripetitiva negativa, tutte menifestazioni associabili a rigidità tonico – emozionali.

L’obiettivo specifico dell’Aiuto psicomoorio consiste ne ripristinare il legame tra soma e psiche al fine di attenuare i disturbi dell’espressività motoria e quindi permette al bambino di pensare mentre agisce.

 

LABORATORIO DI PSICOMOTRICITA’ MAMMA – BAMBINO DAI 12 AI 36 MESI

Durante i primi anni di vita di un bambino, il gioco è il mezzo di apprendimento principale. E' giocando che egli scopre il suo corpo, stringe relazioni affettive, comincia ad interpretare il mondo, sperimenta i suoi limiti, impara a sopportare le regole, fa’ le sue conquiste. Il laboratorio si  rivolge alle mamme/papà e bambini con l’obiettivo di favorire lo sviluppo e la crescita armoniosa del piccolo, tramite situazioni che gli permettono di sperimentare se stesso, il mondo degli oggetti e gli altri in uno spazio e un tempo pensati appositamente per lui.

 

 

UN BAMBINO APERTO E’

“è un bambino che sa accogliere, che sa aprirsi agli altri e sa porre domande a chi gli sta intorno.

È un bambino che prova piacere nel dare e nel ricevere, nello scoprire e nel conoscere, un bambino curioso di tutto.

È un bambino felice di vivere, che esprime i suoi desideri senza timori, senza dubbi, senza sensi di colpa, che si sottrae al dominio degli adulti che gli sono vicini e che ha il coraggio di dire no.

È un bambino riconosciuto nella sua originalità, nell’espressione del suo mondo interno tramite il corpo, un bambino che può comunicare e pensare.
Un bambino aperto non è traumatizzato dagli insuccessi, soprattutto quelli scolastici. Per lui dovremo prevedere le condizioni ottimali per favorire il suo sviluppo intellettivo e la migliore integrazione possibile nella scuola
”.

“B. AUCOUTURIER”

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